CATARSI

Un percorso artistico nel mondo delle donne tra violenza e consapevolezza

La violenza di genere è una ferita aperta della società contemporanea. CATARSI non si limita a raccontarla: crea uno spazio di ascolto, dialogo e responsabilità condivisa. Il percorso attraversa storie, emozioni e testimonianze attraverso fotografia, pittura, musica e arti multimediali e digitali. Le opere non giudicano e non tengono a distanza: chiedono al visitatore di fermarsi, guardare e capire.

Il termine “catarsi” indica la liberazione che nasce dall’attraversare un dolore invece di rimuoverlo. La mostra offre l’occasione di elaborare insieme un trauma collettivo, di dare un nome a ciò che spesso resta taciuto e di trovare, nel confronto, la forza di reagire.

Il filo conduttore è il mito di Medusa, riletto a partire dal racconto di Ovidio e dal dipinto Atena, Poseidone e Medusa: storia di violenza. I protagonisti sono tre. Atena è la dea della sapienza, delle arti e della strategia in battaglia, guerriera e vergine. Poseidone è il dio olimpico del mare. Medusa, il cui nome significa “la protettrice”, è figlia delle divinità marine arcaiche Ceto e Forco e sorella di Steno (“la potente”) ed Euriale (“la lontana”). A differenza delle sorelle era mortale. Secondo la tradizione era sacerdotessa nel tempio di Atena, e Poseidone, preso dal desiderio per la sua bellezza, la violentò. Atena, vedendo profanato il suo tempio, punì Medusa invece del colpevole: i suoi capelli divennero serpenti e il suo sguardo trasformava in pietra chiunque lo incontrasse.

La vittima diventa così “mostro”. Riletto oggi, il mito è un’allegoria di ciò che subiscono le donne vittime di violenza fisica, sessuale e psicologica: un trauma che pietrifica, una colpa che ricade su chi lo ha subito, il tradimento di chi avrebbe dovuto proteggerle. Per questo molte letture contemporanee vedono in Medusa una figura di resistenza e dignità, che conserva un grande potere anche nella sua mostruosità imposta.

Ogni artista ha preso il mito come punto di partenza e lo ha sviluppato con piena libertà espressiva, dando vita a un insieme di linguaggi diversi che convergono sulla sensibilizzazione. Il collettivo è composto esclusivamente da uomini, e la scelta è voluta: la violenza sulle donne riguarda l’intera comunità, e gli uomini ne sono parte in causa. La mostra è anche un’assunzione di responsabilità.

SEZIONE VIDEO

Rai 3 Toscana – Buongiorno Regione del 4.11.2025

La mostra

La sala multimediale

LE MIE OPERE

scatto 1: CONFRONTO SILENZIOSO

scatto 2: CATENE (IN)VISIBILI

scatto 3: RINASCITA DI MEDUSA

scatto 4: ARMA E DIFESA

scatto 5: RIFLESSI(ONI)

SINTOGRAFIE REALI